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«Peste in Siberia? Di sicuro è negli Stati Uniti. Oggi si cura con gli antibiotici. La Yersinia pestis vive negli animali, soprattutto topi e ratti»

Published Not supplied · Discovered 11 Oct, 07:16 UTC · Original language: it · Version 2

«Sono rimasto un po' stupito dal clamore sul caso di peste a Irkutsk, città della Siberia. E mi ha molto sorpreso che si ipotizzi un rischio per la peste. Addirittura ho letto che qualcuno prospetta una vaga possibilità che la Russia si prepari a una guerra batteriologica attraverso la peste. A mio avviso è difficile che sia», un'arma biologica. La vede così Pasquale Ferrante, virologo, già professore ordinario di Microbiologia all'università degli Studi di Milano: «Nessun allarme», rassicura.

La storia

La peste, spiega all'Adnkronos Salute, «è stata uno dei fattori infettivi maggiori nell'evoluzione della specie umana. Ce ne sono state diverse: abbiamo avuto la peste Giustiniana, la peste Antonina e tante altre che hanno torturato l'umanità. La peste più importante è quella che poi ha preso il nome di "peste nera", associata alla morte nera, che cominciò all'incirca nel 1345-1346 e finì nel 1350 e portò alla morte almeno un terzo di tutta la popolazione europea. Veramente impressionante da questo punto di vista. Ed è interessante che il primo episodio di epidemia o semi-pandemia che c'è stato sia stato chiamato proprio "peste di Atene": scoppiò durante la guerra del Peloponneso, ma non abbiamo mai capito che cosa l'abbia provocata, nonostante lo storico Tucidide abbia descritto accuratamente tutti i sintomi non si è arrivati a una conclusione».

Come si trasmette

Tornando al presente, «il batterio che provoca la peste, la Yersinia pestis, è il solito batterio che vive con gli animali, soprattutto topi, ratti. Vivendo nelle loro pellicce, nei loro peli si moltiplica e occasionalmente passa all'uomo. Una volta arrivato all'uomo provoca dei disturbi», associati alle forme diverse della malattia, «e questi casi ci sono ancora, ma il punto è che attualmente non c'è nessun problema perché abbiamo una serie di antibiotici che sono in grado di uccidere il batterio», fa notare Ferrante.

Diffusa negli Usa

Al di là del caso di peste polmonare che avrebbe colpito la 28enne ricercatrice di laboratorio in forze all'Irkutsk Anti-Plague Research Institute, «quello che mi incuriosisce», di tutte le speculazioni e dell'allarme lanciato, «è che in realtà uno dei Paesi nei quali la peste è sicuramente ancora presente sono proprio gli Usa». «La vediamo soprattutto negli Stati del Sud, con una prevalenza nella zona del Colorado, New Mexico, Arizona e anche un po' in California e in Oregon.

In questa parte degli Stati Uniti «c'è stato ogni anno un minimo di 7-8 casi con dei massimi, nel 2006 o nel 2015, addirittura di 17 casi di peste. I casi letali per fortuna sono stati meno».

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Original title: «Peste in Siberia? Di sicuro è negli Stati Uniti. Oggi si cura con gli antibiotici. La Yersinia pestis vive negli animali, soprattutto topi e ratti»

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